Oggi le donne italiane si muovono prevalentemente da sole, e il loro numero anche in Piemonte ha quasi raggiunto quello dei maschi. Ci troviamo di fronte a una migrazione di donne istruite che si recano all’estero prevalentemente per studio e lavoro, ma anche per amore. Le troviamo nelle università, nelle imprese, nelle ONG. Le laureate emigrano più spesso a causa della difficoltà di trovare lavoro in Italia, ma anche per avere migliori prospettive di carriera, oppure trovare maggiori possibilità di conciliare doveri familiari e lavorativi. Rispetto al passato, si registra da molte testimonianze un aumento vertiginoso delle coppie miste che è ancora difficile da quantificare.
Per quanto riguarda le principali destinazioni, le donne si dirigono essenzialmente verso gli stessi Paesi dei loro colleghi maschi: principalmente Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia e Spagna. Al di fuori dell’Europa, soprattutto tra coloro con un’istruzione superiore o laurea, gli Stati Uniti e il Brasile sono tra le destinazioni prescelte.
Identità
Ecco, già qui in aereo non so più chi sono: una donna, capelli neri, occhi verdi e marroni… alta uno e sessanta cinque, numero 38 di scarpe, 62 chili… quando non si sa più chi si è, si ricomincia dal visibile dal corpo, dove abitiamo, partiamo da noi. Poi il giochino si amplia: sono una della mia valle, una piemontese, un’italiana, un’europea, una bianca, una figlia di contadini, una maestra… Sono ormai una spaesata, – una spaesana? – una, in poche parole, ormai senza paese. Il paese è solo dentro di me (Peyrot).
Da Racconti dal Mondo, citato in La meglio Italia
