Ciao, sono un vecchio macinacaffè manuale, e la mia vita è stata di routine e di aromi intensi. Sono stato creato all’inizio del secolo scorso, con il metallo e il legno, e ogni giorno sono stato testimone di momenti speciali nelle case che ho abitato, prima in Piemonte e poi in Svizzera.
Ricordo ancora il primo giorno in cui sono stato usato: il rumore della mia manovella che girava, il profumo forte e avvolgente del caffè appena macinato, e l’attesa di chi mi usava con cura. Mi piaceva essere il protagonista di quella piccola cerimonia mattutina, quando il buongiorno si dava con un sorso di caffè caldo e fumante.
Ogni volta che qualcuno girava la manovella, io sentivo i miei ingranaggi che si muovevano, sgranocchiando i chicchi duri e trasformandoli in polvere fine. Era un suono familiare, rassicurante, che annunciava l’inizio di una nuova giornata.
Mi piaceva essere il custode di quei momenti di pausa e di convivialità. Quando il caffè era pronto, il suo aroma si diffondeva per tutta la casa, e io sentivo il calore e la gioia di chi si sedeva a gustarlo.
A volte, quando i chicchi erano più duri o più vecchi, dovevo lavorare di più, ma non mi lamentavo: sapevo che il mio compito era importante. E anche se il tempo passava e le tecnologie cambiavano, io rimanevo lì, fedele, pronto a macinare ancora e ancora.
