Lume a olio con stoppino

Lume a olio con stoppino.

C’era una volta, in un piccolo villaggio piemontese, un lume ad olio. Con il suo corpo di metallo e lo stoppino di cotone, illuminava le serate della famiglia. Era l’inizio del Novecento e, con il cuore pieno di speranze, la famiglia decise di emigrare in Francia.

Maria, la mamma, posò il lume nella valigia accanto a un fazzoletto ricamato dalla nonna. “Senza di te, la nostra casa non sarebbe completa”, disse.

Arrivati in Francia, trovarono un umile appartamento in un quartiere affollato. Ogni sera, Maria accendeva il lume. La fiamma tremolante illuminava i volti dei bambini, Giovanni e Giuseppina, mentre studiavano e raccontavano storie. Il lume si sentiva orgoglioso di portare calore e luce in quella nuova vita.

Una notte, una tempesta si abbatté sulla città. Il vento ululava e la pioggia batteva contro le finestre. Maria accese il lume, ma la fiamma tremolava. “Speriamo che tutto vada bene”, sussurrò. Improvvisamente, la luce si spense. Con il cuore in gola, Maria si affrettò a riaccendere il lume. Quando la fiamma si riaccese, illuminò i volti dei bambini, portando conforto.

Furono ancora tante le sere in cui la fiamma si spegneva lentamente, lasciando spazio al silenzio e alle ombre.

Ora, in questo tempo in cui i lumi a olio non si usano più, questo lume rimane testimone di tanti sogni, di tante delusioni e altrettanti successi di una famiglia piemontese emigrata in Francia.